Il suono di una sfida: riuscire ad andare a scuola con gioia

aprile 29, 2015

INCONTRO CON MARCELO CESENA

 

Martedì 21 aprile Marcelo Cesena, musicista brasiliano di fama internazionale, ha tenuto un concerto organizzato dalle famiglie dell’istituto Aurora/Bachelet che hanno un figlio disabile.

Lo scopo del concerto era quello di raccogliere fondi, attraverso un’offerta libera, per aiutare queste famiglie a pagare la retta scolastica dei propri figli.

Mercoledì 22 aprile poi,  Marcelo ha incontrato i ragazzi delle seconde medie nell’auditorium della scuola presentando il suo lavoro e raccontandoci come è maturata l’idea della musica in sé.

Ci ha presentato il suo lavoro, ci ha fatto sorridere con la sigla dei Simpson, ha continuato con la colonna sonora de “I Pirati dei Caraibi”, “Harry Potter” ed infine ha suonato un brano da lui composto.

Eravamo entusiasti, ci ha coinvolto a tal punto da chiedere chi voleva suonare un brano al pianoforte; due ragazzi che conoscono lo strumento, con un po’ di timore, ci hanno deliziato con due pezzi magnifici.

Alla fine dell’incontro ci ha proposto una sfida: riuscire ad andare a scuola con gioia e scoprirne la bellezza. In classe poi abbiamo ripreso l’incontro alla luce del nostro percorso di orientamento, dal dialogo ho capito una cosa: se non mi impegno nelle  cose come faccio a capire ciò che mi piace?

(Mattia Dallanoce – 2D)

 

 

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RIPRESA IN CLASSE DELL’INCONTRO CON MARCELO CESENA

Un rilancio al nostro lavoro di orientamento.

 

Il dialogo in classe si è sviluppato intorno a tre punti:

  1. Ripresa incontro: che cosa mi ha colpito
  2. A che punto sono io rispetto alle mie scelte future
  3. Quale compito mi dò

 

I vicini di casa di Marcelo avevano un pianoforte e lui ogni volta che tornava a casa da scuola non riusciva a sentire i suoi cartoni preferiti perché i suoi vicini suonavano il piano. Fin da piccolo lui odiava la musica classica, ma un giorno vennero a casa sua due pianisti e gli fecero sentire un brano. Marcelo rimase stupito nel vedere la felicità che brillava negli occhi del pianista quando suonava, da quel momento decise di voler fare, nella sua vita, il pianista perché desiderava la felicità che aveva visto nella vita di quel musicista. Marcelo è riuscito a capire che voleva fare il pianista, perché era alla ricerca, con lo sguardo attento per capire quando accadono delle cose belle nella vita che possono cambiare il proprio futuro. Anche noi vogliamo essere attenti a ciò che accade e che facciamo.

Marcelo afferma che per comporre un brano bisogna partire da una singola nota e, in un secondo momento trovarne un’altra. Eppure queste due note, da sole, non potranno mai concordare senza una terza che le fonda in un’armonia. Questo esempio ci fa capire che le differenze non sono un ostacolo, bensì una possibilità privilegiata!

Un’altra cosa bella che mi ha colpito è stato quando il pianista ci ha raccontato del desiderio espressivo. Il pianista tramite il brano fotografa, racchiude come un pittore, un momento particolare che lo colpisce e, attraverso l’armonia, consegna quella sensazione ad un altro.

Un’altra cosa che ho compreso è che per diventare un abile pianista, Marcelo ha fatto un duro lavoro, giorno dopo giorno. Sentendolo suonare ho capito che l’esercizio e la fatica portano alla gioia.

Dopo questo incontro mi sono data il seguente compito: essere sempre disposta ad imparare e essere in continua ricerca di momenti che possono cambiare la vita. Mi riprometto di andare agli open day delle scuole superiori che mi colpiscono durante gli incontri di orientamento che si svolgono a scuola.

(Cecilia Fassina – 2D)