ALLA SCOPERTA DEL LAVORO DI UN GRANDE ARTISTA

febbraio 24, 2016

Il 25 gennaio gli studenti delle classi seconde hanno avuto la straordinaria possibilitá di incontrare José Manuel Almuzara, architetto spagnolo che da tanti anni collabora alla costruzione della grande cattedrale della Sagrada Familia di Barcellona e che gira il mondo per far conoscere alle persone l’opera di Antoni Gaudí.

Oltre ad essere un’occasione speciale per ascoltare una persona parlare in lingua spagnola, questo incontro è stato soprattutto la possibilitá di scoprire, attraverso le sue parole e le immagini che ha mostrato, la figura di un artista e di un uomo straordinario.

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Un uomo straordinario

Gaudí studia e lavora a Barcellona, formandosi come apprendista nelle botteghe di numerosi maestri e a soli 31 anni riceve l’incarico di proseguire i lavori di costruzione della Sagrada Familia, una chiesa che secondo il progetto dei suoi predecessori, doveva diventare il simbolo della cittá catalana; nonostante la giovane etá, egli da subito decide di dedicare tutto il proprio tempo e le proprie energie a quest’opera.

Gaudí é un architetto geniale ma anche un uomo molto paziente, sempre attento al bene dei suoi collaboratori che considera come degli amici; anche gli architetti e gli operai che oggi, a tanti anni di distanza dalla sua morte, continuano i lavori di costruzione, non cessano di stupirsi di come sapesse avere la massima cura per tutto, dal rapporto con i suoi operai fino ai piú piccoli particolari di una scultura.

Il punto di partenza di tutto il suo lavoro é la natura, che egli ama osservare e contemplare fin da bambino, quando trascorreva le sue giornate in campagna: ogni elemento naturale per lui é un segno dell’amore di Dio e un simbolo da cui imparare, come da un maestro. Per questo sceglie di inserire decine di piante e animali tra le decorazioni, come la scultura del pellicano, simbolo del sacrificio eucaristico, che si trova sulla facciata della Nativitá.

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Un cristiano eccezionale

Gaudí era un grande uomo di fede, come ha ricordato Benedetto XVI in occasione della consacrazione della Sagrada Familia nel 2010: per lui un artista non é un creatore ma un collaboratore del Creatore, colui che rende visibile agli altri il capolavoro di Dio.

Il suo desiderio piú grande, infatti, é che tutti coloro che si avvicinano alla chiesa, credenti o atei, siano colpiti, attraverso la sua opera, dalla bellezza dell’opera di Dio.

Tutta la costruzione della Sagrada Familia poggia su un pilastro della cripta, nel cui centro é presente una formella che raffigura il momento dell’Annunciazione: il Sí pronunciato in quel momento dalla Madonna é ció su cui si fonda tutta la Chiesa e su cui, ci ha ricordato Almuzara, anche tutta la nostra vita deve fondarsi.

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Un genio

Ancora oggi, ci ha ricordato l’architetto, per noi che ammiriamo la sua opera Gaudí continua ad essere una straordinaria testimonianza di amore a Dio e alla realtá e ci insegna a mettere sempre il cuore in ció che facciamo, anche nei gesti che apparentemente sembrano avere poco valore, e a mantenere uno sguardo attento su tutto ció che ci circonda; per questo l’incontro con Almuzara dá il via al percorso di orientamento delle classi seconde, una sfida che vogliamo intraprendere con il coraggio e la passione che Gaudí ci insegna, sempre disposti a lasciarci sorprendere dalla bellezza della realtá che, come la Sagrada Familia, non solo colpisce i nostri occhi ma ci riempie il cuore.

 

“Grazie all’incontro con l’architetto Almuzara abbiamo capito che Gaudì era un uomo dal cuore grande, sempre disposto ad aiutare gli altri, spinto dalla sua grande fede in Cristo. Inoltre abbiamo anche scoperto cose nuove sulla Sagrada Familia che molti di noi non sapevano. Durante questo incontro ci è quasi sembrato di fare un viaggio a Barcellona per conoscere meglio questa grande cattedrale e il suo autore”.                 Beatrice Asinari, 2°D

“Lunedì 25 Gennaio noi ragazzi di seconda media abbiamo avuto la fortuna di incontrare Emanuel Almuzara, un importante architetto che lavora alla Sagrada Familia. Durante l’incontro abbiamo appreso molte cose su com’è strutturata la cattedrale e sulla vita che ha affrontato l’architetto Gaudì, l’ideatore della Sagrada Familia, che ha dato forma ad un progetto ancora non perfetto. “Chicos,” ha iniziato così il suo discorso, richiamando la nostra attenzione per fruttare in noi curiosità.

Parlando della vita di Gaudì ci ha detto che visto che per mandare avanti la costruzione si ricevevano offerte, lui aveva dato tutto quello che aveva rimanendo solo con degli stracci, quindi era considerato un barbone dai passanti, a tal punto che in ospedale lo avevano riconosciuto solo in seguito agli esami.

Abbiamo visto che la struttura della Sagrada Familia è fatta in modo differente da molte altre costruzioni perché Gaudì, sapendo di non poter mai vedere la fine, aveva deciso di lasciare dei segni e una via da seguire, facendo la facciata principale. Così ci ha fatto capire quanto ingegno e passione si possono mettere nel proprio lavoro.”                                        Carlotta De Bernardi, 2°C

 

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