Kangourou: che sfida!

marzo 24, 2016

Giovedì 17 Marzo le classi quinte  hanno affrontato una sfida: il concorso del Kangourou della Matematica. Al temine è stata proposta una riflessione da cui sono stati ricavati alcuni pensieri.

“Il giorno 17 Marzo io e i miei compagni abbiamo svolto una prova di matematica: il Kangourou. Quando la maestra ce lo ha detto io ero emozionata e agitata allo tesso tempo… Sapevo che ci avrei messo un po’ di tempo a svolgere tutti i quesiti, perché faccio fatica con gli esercizi di logica, però, anche se non sono riuscita a rispondere a tutto, ho risposto a  più di quanto pensassi e perciò sono soddisfatta.”

“Inizialmente avevo un po’ di  paura ma mi sono detta che la matematica è la mia materia preferita e mi piacciono tantissimo i problemi di logica: sarebbe stata una bella sfida da cogliere al volo. Alcuni giorni prima la maestra ci ha dato alcuni quesiti per esercitarci e per farci affrontare la gara con serenità: mi sono divertita molto e ho sfidato anche la mia famiglia.”

“Durante la prova mi sembrava di essere divisa in tre parti. Una parte di me stava svolgendo le prove. La seconda parte era una voce che diceva: dai, devi arrivare fino a Mirabilandia! L’ultima parte di me, invece, sembrava fare un discorso saggio: è vero che ce la devi mettere tutta, ma non per superare gli altri concorrenti, bensì per sfidare te stessa; che importanza  hanno  il risultato e Mirabilandia? Alla fine ho deciso di mettere insieme le tre parti e concentrarmi tutta sul lavoro…”

“Nel fare il concorso ho cercato di riflettere e risolvere i quesiti lentamente perché sapevo che, se li avessi fatti velocemente, avrei sbagliato.”

“Mentre facevo la prova ero calmo e serio anche se di solito sono agitato…Il Kangourou a me è piaciuto moltissimo e adesso non vedo l’ora che arrivino i risultati per sapere se andrò a Mirabilandia.”

“Io personalmente ho affrontato la prova con un po’ di agitazione…Secondo me ho sbagliato perché forse era meglio iniziare dal quesito più difficile in modo che i  più facili fossero alla fine perché, se fossi stata stanca, sarei riuscita a farli comunque.”

“Quando ho restituito la scheda alla maestra pensavo: si!!! Sono riuscito a fare il test! Non sarà tutto giusto ma ce l’ho fatta!”

Gli alunni delle quinte

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