CONVEGNO – OLTRE LA PERFORMANCE

Lo scorso 23 gennaio al Teatro Agorà di Cernusco sul Naviglio, con il patrocinio del Comune di Cernusco, un gruppo di promotori che comprende gli oratori della città, l’Istituto L’Aurora, il Centro Culturale J.H.Newman e Goldfighters-Enjoy, ha organizzato l’incontro “Oltre la performance – La sfida educativa a scuola e nello sport”.

Sono stati invitati Marco Platania, ex nazionale di rugby e ora dirigente d’azienda, Marco Erba, docente di lettere di scuola superiore di II grado e scrittore, e Giovanni Bellina, preside della nostra scuola secondaria di I grado “V. Bachelet”

A moderare l’incontro Anna Pelleri, che ha introdotto un tema sicuramente attuale per molte età, dai bambini della primaria ai genitori in ambito lavorativo, a volte schiacciati dal non riuscire a essere all’altezza di standard precostituiti.

Interessante la lettura del termine data dal prof. Bellina riguardo alla performance artistica, i cui 4 concetti base (tempo, spazio, corpo dell’artista e rapporto con il pubblico) consentono un’espressione che si sottrae alla logica economica: a differenza dell’opera d’arte, la performance non può essere venduta. Analogamente nell’educazione, è la scuola che deve garantire condizioni adeguate perché il cammino dello studente possa compiersi, accompagnato da maestri e considerando la valutazione non come una sentenza sull’esito finale ma come un monitoraggio dei progressi compiuti e di quelli ancora da compiere.

Marco Erba ha sviluppato ulteriormente il concetto partendo dal disagio che constata negli adolescenti, di cui è attento osservatore, e che attribuisce a una drammatica domanda di senso, a una fame di qualcosa di grande. Per intercettare questo grido, occorre passare dal guardare al vedere, rifiutando la cultura dello scrolling che ci rende solo spettatori alla ricerca di intrattenimento, senza capacità di empatia per ciò che sfila davanti agli occhi, e anche risvegliare il desiderio, perché nessuno si attiva per dovere ma per un desiderio di bellezza. L’errore, in questo contesto, con la frustrazione che genera, serve a riconoscere che non si è pronti ma che si può diventarlo nella compagnia di maestri, riconoscendo che siamo fatti di limiti e talenti. Ogni caduta può diventare una rampa di lancio, ma occorre ricordarsi di distinguere tra talento e fama (quando il talento non ha che fare con il dono di sé, diventa una bomba che distrugge) e che la perfezione è il contrario della felicità, che rimane l’obiettivo da raggiungere.

Per Marco Platania, padre di 5 figli, l’esperienza sportiva è stata sinonimo di compimento, felicità, gioia e libertà. Non avendo mai concepito lo sport come una gabbia performativa, ha sempre avuto chiaro che in ballo c’era molto più della vittoria o della maglia in nazionale, c’era la strada per essere di più se stessi. È questa gioia che rende desiderabile il sacrificio, indispensabile per crescere e maturare. Nel cammino, l’agonismo diventa condizione necessaria per impegnarsi fino in fondo e scoprire pienamente chi siamo.

La serata si è conclusa con le domande del pubblico, a testimonianza dell’interesse suscitato dal tema e dagli interventi dei relatori.

Chi lo desidera può vedere l’incontro sul canale YouTube del Centro Culturale JH Newman  http://www.youtube.com/watch?v=9Lb0Q09mMYo