27 Mag SIAMO DAVVERO PARI?
Venerdì 16 maggio, presso l’Istituto , si è svolta la serata “Siamo davvero pari? Dialogo e riflessioni a 25 anni dalla legge sulla parità scolastica”. Ospiti dell’incontro sono stati la Senatrice Simona Malpezzi, l’Onorevole Lorenzo Malagola e Suor Anna Monia Alfieri, appassionata sostenitrice del diritto alla libertà educativa.
L’appuntamento è stato l’occasione per riportare al centro dell’attenzione le radici dell’esperienza educativa che ha dato vita alla scuola nel 1981, nata dal desiderio di alcune famiglie di non delegare, ma assumersi in prima persona la responsabilità dell’educazione dei propri figli. La scuola è stata fondata come atto culturale e sociale: non una semplice organizzazione, ma la concretizzazione di un’idea di educazione libera, cattolica ma non confessionale, dove il valore della vita potesse diventare cultura e il desiderio di capire e amare la realtà fosse al centro del cammino educativo.
La serata si è aperta con la testimonianza di due genitori che hanno condiviso le ragioni della loro scelta di investire nell’educazione paritaria per il loro quinto figlio dopo una breve parentesi nella scuola statale. A seguire, uno stralcio di un’intervista a Luigi Berlinguer, ex Ministro della Pubblica Istruzione e promotore della legge sulla parità, ha evidenziato quanto in Italia manchi una vera cultura dell’educazione. Berlinguer ha sottolineato che la scuola è pubblica non in quanto statale, ma per la sua funzione e finalità. È un errore ideologico identificare pubblico con statale: ogni scuola che esercita un’attività educativa contribuisce al bene comune e svolge un servizio pubblico. La Costituzione, infatti, riconosce il diritto dei privati a istituire scuole. Ostacolare questo pluralismo, ha ribadito, è un danno per l’intera società.
Suor Anna Monia Alfieri ha poi ampliato la riflessione, inquadrando la questione all’interno delle dinamiche europee post-belliche. Dopo il Fascismo, l’Europa ha scelto un modello educativo basato su libertà e uguaglianza, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli economici all’accesso all’istruzione. Tuttavia, l’Italia rappresenta un’anomalia: lo Stato non garantisce pienamente la libertà educativa, creando una profonda disparità tra scuole statali e paritarie. Le scuole paritarie più accessibili sono in difficoltà, mentre quelle con rette elevate resistono, contribuendo a una crescente segregazione sociale. Eppure, molte paritarie virtuose chiedono rette molto inferiori rispetto al costo medio per alunno e ricevono solo 750 euro di contributo pubblico, contro i 7.300 destinati agli studenti delle scuole statali. Difendere le scuole paritarie significa proteggere la libertà delle famiglie e garantire pari opportunità a tutti, in particolare ai più svantaggiati. Non è un caso che le congregazioni religiose si indebitino per sostenere le loro scuole: è una battaglia culturale, controla riduzione delle libertà personali e collettive.
Il dibattito ha poi coinvolto i due parlamentari presenti, che – pur provenendo da schieramenti differenti – hanno mostrato un accordo bipartisan sul valore pubblico delle scuole paritarie. Entrambi hanno sottolineato l’urgenza di superare le barriere ideologiche e lavorare concretamente per un sistema educativo più equo.
La Sen. Malpezzi ha posto l’accento sulla necessità di una vera rivoluzione culturale. La scuola paritaria, ha sottolineato, deve essere riconosciuta come parte integrante del sistema educativo nazionale. Ancora oggi troppe ideologie ostacolano il pieno riconoscimento del suo ruolo. Il problema, ha spiegato, non è la scarsità di risorse ma una narrazione sbagliata che contrappone falsamente ricchi e poveri. In realtà, le scuole paritarie accolgono una grande varietà di famiglie e sono spesso l’unico presidio educativo in alcuni territori. Il valore di queste scuole è reale, sociale e culturale: vanno sostenute, raccontate, valorizzate. Si pensi ad esempio al concreto sostegno riconosciuto alle scuole di infanzia in periodo Covid, su segnalazione delle amministrazioni comunali, che indicarono come un grave problema quello della eventuale chiusura degli asili non statali.
L’On. Malagola ha raccontato il tentativo di inserire, nella scorsa Legge di Bilancio, una misura importante: una dote scuola nazionale, un contributo statale erogato in base all’ISEE per le famiglie con figli nelle scuole paritarie. Tale misura, compatibile con le doti regionali attive in Lombardia, Veneto e Piemonte, avrebbe rappresentato un segnale concreto per sostenere la libertà di scelta. “Venite a Roma e chiedete solo il buono scuola”, ha esortato le associazioni di rappresentanza scolastica, evidenziando come il cambiamento richieda un’azione politica consapevole e condivisa. Ha ricordato che il costo della misura è contenuto (70 milioni di euro), ma l’impatto sociale per chi sceglie, o vorrebbe scegliere, la scuola non statale sarebbe rilevante.
L’Istituto l’Aurora dodici anni fa ha avuto il coraggio di fare un investimento importante, costruendo una nuova sede. Un progetto sostenuto dal territorio, dalle banche, e da un’amministrazione comunale che ha creduto nel valore della proposta educativa. In un momento in cui molte scuole cattoliche chiudono per la mancanza di vocazioni religiose, ciò che colpisce nella nostra realtà è che non manca la vocazione all’educazione. La scuola è ancora gestita da una cooperativa di genitori che, a titolo volontario, dedicano il loro tempo perché l’opera possa continuare a vivere. È una realtà che vive di gratuità, di dedizione, di una passione che diventa concreta ogni giorno. Valeva la pena organizzare questo incontro anche solo per ricordare questo.
È una scuola abitata da docenti che hanno scelto di rinunciare allo Stato e a stipendi più alti, perché condividono un metodo e uno scopo. Insegnano in un luogo in cui la persona è al centro e questo è possibile perché ciascuno sperimenta in prima persona lo sguardo di attenzione e di cura. Per educare, infatti, bisogna prima essere stati amati. E in questa scuola, ogni giorno, si testimonia che è possibile farlo.
Qui il link dell’incontro:
https://www.youtube.com/live/5cjFlAmSg3Q?si=n26KPkduJBw5r3VD