LA COOPERATIVA

Statuto

La cooperativa sociale l’Aurora ha scopo mutualistico e si pone come cooperativa a mutualità prevalente a sensi dell’art. 2512 del Codice Civile, come integrato dall’art.111-septies, delle Norme di attuazione e transitorie: essa persegue l’interesse generale della comunità alla promozione umana e alla integrazione sociale dei cittadini ai sensi della legge n. 381/91.

Alla Cooperativa si applicano le leggi speciali in materia, le disposizioni previste dal Titolo 6 del Libro V del Codice Civile in quanto compatibili e, per quanto non previsto dal Titolo 6 del Libro V del Codice Civile, in quanto compatibili, le disposizioni sulle società per azioni.

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Oggetto sociale e attività

La cooperativa ha come oggetto sociale la gestione di servizi attraverso la gestione di servizi educativi ed assistenziali relativi alla scuola dell’obbligo e non.

La Cooperativa si propone la gestione delle iniziative e delle esperienze di scuola di ispirazione cristiana secondo l’insegnamento della Chiesa Cattolica in materia di istruzione e di educazione.

 

Bilancio sociale 2017/2018Relazione di Gestione 2017/2018 | Bilancio di Esercizio 2017 /2018 e sintesi contributi ministeriali | Contributi ricevuti dallo Stato

In particolare la Cooperativa intende:

  • gestire asili e scuole di ogni ordine e grado, aperte anche ai non soci ed ai loro figli minori, organizzate secondo gli insegnamenti della Chiesa Cattolica in materia di istruzione e nel rispetto della normativa vigente;
  • gestire Centri Sociali e Culturali, Consultori familiari e psicopedagogici, iniziative di ogni genere a tutela dei minori e dei giovani;
  • promuovere convegni, manifestazioni, incontri per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi della scuola e dell’educazione, produrre e distribuire informative, bollettini ed altri strumenti culturali analoghi;
  • produrre e distribuire sussidi didattici e strumenti per l’istruzione e l’educazione collegati alla propria attività scolastica;

Per conseguire la realizzazione dei propri scopi la cooperativa potrà:

  • avvalersi dei contributi e delle previdenze pubbliche previste dalla normativa vigente nonchè da quella istituenda;
  • accettare finanziamenti da parte dei soci, secondo i criteri ed i limiti fissati dalla legge e dai regolamenti. Le modalità di svolgimento di tale attività sono definite con apposito regolamento approvato dall’assemblea;
  • accettare contributi e donazioni da privati.

LA COOPERATIVA

Missione e storia

La missione della Cooperativa è di contribuire alla formazione integrale di bambini e ragazzi del territorio, nell’orizzonte della grande tradizione educativa e culturale della Chiesa Cattolica.

Nata nel 1981, la cooperativa gestisce una scuola paritaria, primaria e scuola secondaria di primo grado, con sede in due edifici messi a disposizione dal Comune di Cernusco sul Naviglio, tramite un’apposita convenzione.

In seguito alla richiesta del comune di rientrare in possesso dei locali nei plessi di competenza, nel 2011 la cooperativa acquisisce un terreno in accordo con il Comune di Cernusco sul Naviglio in base al PGT ed edifica un nuovo plesso scolastico.

Tale investimento, che ha coinvolto attivamente soci e fruitori, territorio, stakeholders di vario genere, ha consentito di ampliare l’offerta di posti/alunno, assorbendo così parzialmente le richieste del territorio, alle quali non era più possibile dare soddisfazione risiedendo in spazi sottodimensionati.

La costruzione del plesso ha avviato un intenso lavoro di rapporti interni, sia con i soci che con le famiglie dei ragazzi che frequentano l’istituto, e di relazioni esterne, con il territorio ed in particolare con le scuole statali e paritarie della città e dei comuni vicini, generando una rete che si allarga in un clima di confronto e aiuto costruttivo.

Lo stesso dicasi per le relazioni con le istituzioni pubbliche, dal comune alla provincia alla regione, e con gli enti ministeriali. Si è avviata anche una grande collaborazione con le realtà culturali, sportive e sociali della zona, soprattutto di ordine educativo, per poter offrire sempre più “personalizzazione” agli studenti e maggior cura alla persona in quanto individuo unico e peculiare.

Nata da un gruppo di genitori che avvertivano come decisiva questa esigenza per i propri figli, la cooperativa ha nel tempo messo a fuoco sempre di più il criterio educativo dell’apertura e conoscenza della realtà totale in quanto “buona” e creata per tutti. All’iniziale prerogativa educativa rivolta ai ragazzi, nel tempo si è aggiunta anche quella di generare una “comunità” di educatori. A tale scopo si è deciso di coinvolgere, diventando anche cooperativa di produzione lavoro, il corpo docente, affinché possa essere parte costruttiva e costitutiva del lavoro della cooperativa nell’espressione dell’ambito didattico e possa avere occasione (anche attraverso strumenti e occasioni di riqualificazione e formazione professionale continua) di accrescere le proprie capacità e la propria intensità umana di relazione con i giovani che incontra.

Territorio di riferimento

La Cooperativa ha cominciato ad operare alla propria fondazione nel Comune di Cernusco sul Naviglio.

Nel corso di questi il raggio operativo si è notevolmente accresciuto, espandendo l’azione al territorio circostante e coinvolgendo comuni della provincia di Milano limitrofi alla città e anche comuni dell’area provinciale di Monza e Brianza.

Attualmente i fruitori della cooperativa risiedono in 36 comuni differenti, mostrando così l’azione svolta sia a livello di diffusione della conoscenza del lavoro della cooperativa, sia il livello di interesse degli stakeholder principali, genitori e famiglie dei ragazzi che frequentano l’istituto.

LA COOPERATIVA

La testimonianza di un fondatore

Un’amicizia operosa e ricca di ragioni ideali può generare una scuola

Padri Fondatori della Cooperativa scolastica “L’Aurora”: non supereroi, ma persone normali, eccezionali solo per l’incontro fatto, cui hanno dato credito.

Il clima degli anni ’70 è connotato da un rinnovato interesse per la scuola: la libertà di educazione diventa un tema centrale nel dibattito politico e culturale.

A Cernusco sul Naviglio e nei paesi vicini si sono insediate da qualche anno delle comunità di famiglie, cementate dalla fede e da un’operosità costruttiva.

Quando i figli crescendo si affacciano all’esperienza scolastica, ci si interroga su quale proposta educativa possa rispondere pienamente al loro bisogno e al desiderio di comunicare un “di più” di umanità. Ci si guarda attorno: a Milano sta fiorendo una Scuola cooperativa gestita da genitori: La Zolla. Perché non imitarli?

Ben consapevoli che l’unità tra di loro viene prima e va oltre la scuola stessa, questa ventina di famiglie decide di prendere sul serio le domande che sono nate.

Si genera un clima di entusiasmo serio e paziente, in cui ognuno mette a disposizione le proprie competenze per l’opera comune. Chi è esperto di sindacato scolastico dettaglia i passi da compiere sul piano normativo; chi viene dal mondo imprenditoriale scandisce i tempi e gli adempimenti organizzativi; chi ha esperienza di insegnamento disegna i tratti di una proposta didattica curata fino ai particolari.

Agendo “a guisa di corpo” ci si suddivide in commissioni di lavoro, all’opera per parecchi mesi con un impegno fitto. “Il rischio educativo” costituisce il leit motiv della sinfonia che sta per nascere. La mansarda di Roberto Barbieri (è doveroso ricordarlo) costituisce il punto di incontro permanente di seminari, assemblee, commissioni.

Si contattano le realtà vive del territorio: le parrocchie, il vicario episcopale, le Cooperative di solidarietà, le scuole materne, gli organi di stampa. In un’epoca che non conosce ancora computer, cellulari, Internet e social network, ci si presenta attraverso rapporti personali, contatti, serate, articoli.

Coraggiosi sì ma non improvvisatori estemporanei, ci si piega alle condizioni che un’opera del genere esige: locali, banchi, insegnanti, contratti, rette, bilanci… una certa dose di follia ben fondata nelle sue radici e nelle sue ragioni.

Le difficoltà non mancano: dopo un volantinaggio a tappeto in una scuola materna, alla serata di presentazione si affaccia un’unica mamma; la saggia direttrice conforta gli organizzatori delusi: “Non scoraggiatevi, c’è qualcuno con la q minuscolissima che vi sta mettendo i bastoni tra le ruote. Vuol dire che è il Signore che vuole quest’opera”.

La fioritura de “L’Aurora” è oggi un fatto imponente, di fronte al quale la commozione e la gratitudine riempiono il cuore. E non solo per quell’autentico gioiello che è la nuova costruzione, per la professionalità delle guide e dei dirigenti; ma perché lo spirito originario, quello dei “Padri Fondatori”, continuamente alimentato, è rimasto vivo oltre il rischio del grigiore e della routine.

Enrico Leonardi, uno di quelli